APERTURA E CHIUSURA - al tempo del coronavirus


Un microrganismo piccolissimo che si misura in micron è bastato a far saltare in aria tutto il nostro sistema vitale e sociale come un castello di carte, fragile e fasullo.
Sono apparse evidenti come mai prima le aberrazioni della comunicazione in questo mondo in cui pare che essa stia vivendo la sua età dell'oro: aberrazioni che riguardano sia gli argomenti sociali, politici e, incredibilmente, anche quelli scientifici! Se è pur vero che la Scienza non è un paradigma assoluto ma continua ricerca che nasce dal dubbio e dalla sete di conoscenza, se accettiamo la sua intrinseca serietà intellettuale, se tutto questo è vero allora ciò che abbiamo letto negli ultimi 20 mesi non ha senso. Smentite continue di assiomi considerati intoccabili da parte di "illuminati addetti ai lavori", controversie che hanno raggiunto e superato il confronto di opinioni per scadere sempre più spesso nell'insulto e nel sarcasmo. Mai visto niente di più destabilizzante.
E se fosse l'unica palese tragedia potremmo ritenerci fortunati: il cancro di un'umanità incredibilmente ferma a una preistoria concettuale e sociale ha ripreso vigore proprio da questo difetto comunicativo. Si è trasformato e ampliato in disagio e rabbia sociale, sofferenza economica che contraddice il dettato degli ultimi 30 anni...Ogni cosa azzerata, il volto vero di un'umanità mai cresciuta, superficiale, sciocca, becera e insopportabile. La rete poteva essere diversa a tal proposito? Domanda retorica, basta leggere i social blog compresi: la rete continua ad essere lo specchio fedele delle nostre teste apparentemente pensanti. Lo trovo sconsolante, sarebbe meglio ricominciare da capo: analisi logica, sintassi, grammatica, conoscenza della terminologia (anche di quella strettamente scientifica). Richiesta eccessiva? Temo di sì.