REVERIE
Leggera, leggerissima. Non avrei mai immaginato che la trasparenza scivolata tra noi
diventasse nel tempo la nostra fine.
C’era il tuo profumo ma il pianoforte ne aveva uno più forte, il legno e i suoi tasti
aspettavano le tue mani e la musica.
Quante volte si ripeté il miracolo? Quanti giorni consumammo assieme
senza sapere nulla del futuro?
Eri leggera, leggerissima, quando ti ascoltavo al pianoforte non capivo,
non potevo sapere che il suono ci avrebbe portato così lontano.
L’ultima volta fu un Debussy dalle note infinite, suonasti gli accordi finali con gli occhi chiusi,
la musica si spense senza un sospiro, cadde ai miei piedi e si dileguò per le stanze della nostra vita. Leggera, leggerissima come un battito di ciglia.
Palermo 20 dicembre 1976


Un brano inedito e dolcissimo, che ho molto apprezzato nella sua densa lettura
RispondiEliminaUn saluto,silvia
Un brano delicato, e coinvolgente, che ho molto apprezzato.
RispondiEliminaBuona settimana, silvia
Grazie Silvia
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